06/10/2007

Ciao Luca "Gabibbo"

Un altro amico che se ne va..........
......e proprio il giorno prima dell'anniversario di Augusto
proviamo a ricordarlo così
Ciao Gabid56aa9384f9d1166328366581c270366.jpg

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08/08/2007

il mio nuovo sito

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16/07/2007

yoghurt nazista muller

Dal blog di Beppe Grillo, molto interessante, purtroppo: ricevo e, parendomi
interessante, rigiro.

Il SIGNOR MULLER. (latte, yogurt) Il Sig. Müller viene da Aretsried che sta in
Baviera, quindi giù nel Sud. ll Sig. Müller è un imprenditore, e ciò che viene
prodotto nelle sue fabbriche sicuramente l'avete già visto nei supermercati e
in pubblicità. Il Sig. Müller infatti produce tante cose che sono fatte di
latte. Insomma, veramente sono le mucche che fanno il latte, ma il Sig. Müller
lo impacchetta bene e fa in modo che arrivi nel supermercato dove voi, dopo, lo
potete comprare. Siccome il Sig. Müller è un imprenditore, ha pensato di
intraprendere qualcosa e ha costruito una fabbrica. Più precisamente, la
costruisce nella Sassonia, nell'Est. In fondo, a nessuno serve una nuova
fabbrica di latte perchè ce ne sono già troppe che già producono troppi
latticini. Ma il Sig. Müller l'ha costruita lo stesso. E siccome nella
Sassonia la gente è povera e non trova lavoro, lo stato da soldi a chi
costruisce nuove fabbriche. Infatti, di posti di lavoro, a
differenza del latte, non ce ne sono mai abbastanza. La regione Sassonia e
l'Unione Europea da Bruxelles gli hanno mandato un assegno di 70 milioni di
Euro,sette zeri, quindi tantissimi soldi. Il Sig. Müller, dunque, ha costruito
la sua nuova fabbrica ed ha assunto 158 persone. Evviva il Signor Müller!
Quando la fabbrica del Sig. Müller poi ha prodotto tanti latticini, lui si è
accorto che non riusciva a venderli tutti, poichè ci sono già troppe fabbriche
di latticini: insomma, in fondo lo sapeva già prima, ed anche i signori della
regione Sassonia e dell'Unione Europea già lo sapevano, anche perchè veramente
non è un segreto e i soldi glieli hanno dati lo stesso, non i loro soldi, i
vostri. Sembra strano, ma è così. Allora, cosa ha fatto il Sig. Müller? Su in
Bassa Sassonia, abbastanza lontano nel nord, il Sig. Müller aveva un'altra
fabbrica che stava lì da 85 anni. Siccome ora c'era la bella fabbrica nuova in
Sassonia, lui non aveva più bisogno di
quella vecchia in Bassa Sassonia, l'ha chiusa e 175 persone hanno perso il
lavoro. Se siete stati attenti avrete già notato che Müller ha eliminato 17
posti di lavoro in più di quanti ne avesse creato. Per fare questo, ha PRESO
70 milioni di Euro. Se dividete per 17 i 70 milioni saprete che il Sig. Müller
per ogni posto di lavoro eliminato ha preso più di 4 milioni di Euro.
Dovete sapere che è il sig. Muller è anche un "bravo" risparmiatore e
sicuramente conoscete i suoi contenitori del latte. Prima ci entravano 500 ml,
cioè mezzo litro di latte. Da un pò di tempo, comunque, il Sig. Müller il suo
latte lo vende in belle bottiglie, non più in confezioni di carta. Le
bottiglie sono pratiche perchè si fanno richiudere e sono belline. Comunque,
dentro ora ci sono soltanto 400 ml ma costano lo stesso. Così risparmia il Sig.
Müller - e risparmiare è una virtù, lo sappiamo tutti. Se ora volete sapere
perchè gente come Müller non viene appesa all'albero più
vicino, allora vi devo dire che queste cose semplicemente non si fanno. La
prossima volta, però, che siete al supermercato, lasciate semplicemente nello
scaffale le cose del Sig. Müller e comprate altre marche. Sono ugualmente
buone e spesso costano anche di meno, e FORSE (?) sono prodotte da un
imprenditore che nel termine "responsabilità sociale" vede ancora un senso. Ora
mi viene in mente che il Sig. Müller vuole anche risparmiare sulle tasse di
successione e ha deciso di trasferire la sua residenza in Austria. Sembrerebbe
che: Se anche voi siete dell'opinione che un comportamento così da sfruttatore
non sia bello, mandate questa mail in giro per l''Europa per dire a tutti dove
finiscono le loro tasse pagate faticosamente. Già, dimenticavo di dire a
tutti coloro che ancora non lo sanno: Müller appoggia la NPD partito
nazionaldemocratico della Germania, (cioè neonazista), in quanto a capo di
questo, ci sono suoi cari amici. Un altro motivo per
lasciare le sue cose negli scaffali!

04/07/2007

Festa della Birra

ecco il programma della festa della birra a Poggio Renatico(FE)loc%20festa%20birra.jpg

01/07/2007

solidarietà alla Banda Bassotti

Raid al concerto della Banda Bassotti.

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Punkadeka.it esprime la sua solidarietà alla Banda Bassotti e ai ragazzi feriti durante gli scontri causati da un raid fascista che ha fatto irruzione ieri sera al termine del concerto della Band a Villa Ada a Roma.


Riportiamo le notizie di oggi della stampa:

Irruzione di un gruppo di militanti di Forza Nuova, armati di bastoni e coltelli
L'assalto ai cancelli di Villa Ada e il lancio di bombe-carta al grido di "Viva il Duce"
Roma, raid fascista durante concerto
tre feriti, un carabiniere contuso


La Banda Bassotti in concerto
ROMA - Tre ragazzi feriti, due auto dei carabinieri danneggiate, un militare contuso. Questo il bilancio della notte di paura vissuta al termine di un concerto della Banda Bassotti nel parco di Villa Ada, a Roma. Una spedizione punitiva, compiuta da militanti - circa 150, raccontano i testimoni - del movimento di estrema destra "Forza Nuova", che si sono presentati in colonna gridando "Duce! Duce!", con i volti coperti da caschi, armati di bastoni, catene e coltelli. A farne le spese sono stati tre ragazzi. Fra questi, uno è stato colpito da un'arma da taglio, l'altro ferito al capo. Numerose le persone sotto shock: nel parco c'erano anche famiglie con bambini. La Banda Bassotti, storica formazione del "combat rock" romano, è nota per l'impegno sociale e la militanza politica di sinistra.

A raccontare la dinamica dell'accaduto, a Repubblica Tv, è Luca Bracci, direttore artistico di "Roma incontra il mondo", manifestazione dell'Estate Romana nell'ambito della quale si è esibita la Banda Bassotti. "Il concerto era finito, quattrocento persone se n'erano già andate, quando mi hanno chiamato i membri della band, che stavano salendo in macchina su via Salaria. Mi hanno detto che stava arrivando una colonna di fascisti, alcuni con il coltello in mano".

"Ci siamo sbrigati, siamo riusciti appena in tempo a chiudere il cancello interno - spiega Bracci - ma quelli, arrivati all'ingresso, hanno cominciato a lanciare petardi e bombe carta, inneggiando al Duce e gridando slogan fascisti. All'interno si è creato il panico, l'area non è grande, c'erano ancora circa mille persone".

Poi, i fascisti si sono allontanati, i cancelli sono stati riaperti e qualcuno ha iniziato a uscire. A quel punto gli aggressori sono passati all'attacco, che è andato avanti per almeno mezzora. I carabinieri sono intervenuti immediatamente ma hanno faticato per riportare la calma. "Erano agguerriti, è chiaro - spiega ancora Bracci - che si è trattato di un'aggressione organizzata, in una zona dove sono presenti numerosi covi di estrema destra: già in passato sono comparse scritte antisemite sui negozi di Viale Libia e Viale Somalia".

La manifestazione "Roma incontra il mondo" è iniziata da dieci giorni, "e già tre volte - racconta l'organizzatore - erano state gravemente danneggiate le macchine degli spettatori, vetri rotti, gomme bucate. tant'è vero che proprio ieri sera erano venuti due ispettori della polizia per cercare di capire come mettere riparo alla situazione. Poi, visto che era tutto tranquillo, verso mezzanotte se n'erano andati".

Scopa, il chitarrista della Banda Bassotti, è convinto che l'obiettivo fosse proprio la band: "Sapevamo di venire in una zona un po' a rischio, per questo siamo usciti velocemente. Gli aggressori cercavano noi, speciificamente. Perché con la nostra musica teniamo alta la cultura antifascista", ha detto ai microfoni di BBS Popolare Network.

Quanto accaduto è di "incredibile gravità", ha detto il sindaco di Roma, Walter Veltroni: "Gruppi di teppisti armati di spranghe e bombe-carta, nascosti nell'ombra all'uscita e al grido di 'Viva il Duce' hanno premeditatamente aggredito ragazze e ragazzi. Fatti del genere non debbono accadere in questa città. Va evitato in ogni modo che chiunque accenda spirali di violenza". Veltroni si augura che "le forze dell'ordine riescano a individuare i colpevoli dell'aggressione e ad assicurarli immediatamente alla giustizia, e che "da parte di tutte le forze politiche giunga subito una nettissima e inequivocabile condanna verso queste forme di delinquenza e violenza".

"Ferma condanna" dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, che sottolinea "il dovere di isolare chi vuole riportare a un passato che i romani hanno superato da anni". Di "sconcerto" parla il presidente della federazione romana di Alleanza nazionale, Gianni Alemanno: "Un fatto preoccupante, che rischia di rinnescare una spirale di violenza tra i giovani. Dobbiamo fare il possibile per evitare che questi episodi delinquenziali assumano valenza politica".

La Repubblica

Spedizione punitiva al concerto
Panico tra gli spettatori, due feriti


Aggressione fascista a Villa Ada
mentre suonava la Banda Bassotti
ROMA
Due ragazzi feriti e molta paura ieri notte a Villa Ada, a Roma, al termine del concerto rock del gruppo «Banda Bassotti». Secondo quanto raccontato dagli organizzatori, attorno all’una della notte sono arrivate una ventina di persone con il volto coperto da caschi, armati di bastoni ed hanno cominciato a aggredire il pubblico lanciando anche alcuni petardi tra la folla.

Sono stati momenti di tensione tra le decine e decine di persone che assistevano al concerto inserito nella manifestazione «Roma incontra il mondo». Fino all’arrivo dei carabinieri del Nucleo radiomobile e della Compagnia dei Parioli che hanno faticato non poco per riportare la situazione alla calma.

Secondo quanto raccontato dagli organizzatori dell’evento musicale, l’aggressione fatta dal gruppo di persone armate avrebbe un origine politica, infatti, gli aggressori avrebbero urlato slogan di destra contro i giovani presenti al concerto, «classificati come comunisti». I due giovani feriti sono due ragazzi romani e per uno dei due è stato necessario il ricovero all’ospedale Sandro Pertini con una prognosi di 20 giorni a causa di alcune ferite di arma da taglio.

L’altro ragazzo invece è stato medicato alla testa per una ferita causata da un oggetto che gli è stato lanciato addosso. Lancio oggetti anche contro i carabinieri che ha causato al lieve ferito di un militare anche danni a due auto dell’Arma. I carabinieri hanno identificato alcune persone delle quali si sta cercando di capire quali siano stati i loro movimenti all’interno del concerto.
La stampa

30/06/2007

nuove date dei Falce e Vinello

Ecco le nuove date dei concerti dei Falce e vinello:


1 luglio Sala Bolognese (BO) Festa dell'Unità
4 luglio San Giovanni in Persicieto (BO) Festa dell'Unità (in acustico)
14 luglio San Giovanni in Persicieto (BO) Festa dell'Unità (in acustico)

28/06/2007

e-mail dall'Istituto Cervi

Nel ringraziarvi per le parole e i pensieri rivolti a Maria Cervi nel
momento della sua improvvisa scomparsa, ci uniamo a voi nel ricordarla
come è sempre stata: una donna forte e coerente che ha dedicato la sua
intera esistenza alla memoria e alla vita democratica del Paese.

La vostra vicinanza ha reso ancora più sentito l’ultimo saluto che noi
tutti le abbiamo rivolto. E la vostra voce si è aggiunta a tutti coloro
che le hanno tributato l’estremo e commosso omaggio.

Nel pieno rispetto della sua memoria, e certi di interpretare anche il
vostro sentimento, continueremo il suo lavoro come lei ci ha insegnato,
con umiltà e dedizione.

Vi portiamo, con questo, anche i ringraziamenti della famiglia di Maria
Cervi, a cui si aggiungono quella di tutti i collaboratori e gli amici
del Museo Cervi, a cui lei aveva dato tutta se stessa.

Con sincera gratitudine, vi porgiamo i nostri più distinti saluti.


Rossella Cantoni

/Presidente Istituto “Alcide Cervi”/

11/06/2007

Maria Cervi non c'è più

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E' venuta a mancare all'affetto dei suoi cari Maria Cervi, figlia di Antenore Cervi e testimone attivissima della famiglia martire della Resistenza. Un malore improvviso l'ha stroncata nella sua casa di Campegine.
Maria Cervi era da tempo il punto di riferimento e la principale animatrice dell'attività dell'Istituto Cervi, l'ente morale che da più di trent'anni porta avanti la memoria di Papà Cervi e dei 7 contadini-partigiani.
La sua figura, ormai testimonianza di livello nazionale, è tra le più rappresentative dell'antifascismo, portavoce di una storia che è diventata patrimonio collettivo per tutto il Paese.
Maria Cervi ha dedicato la sua vita alla memoria: dei bambini di Casa Cervi, al momento della cattura dei familiari da parte dei fascisti, era la più grandicella. Nove anni appena, ma tanto è bastato a imprimere indelebilmente le drammatiche sequenze di quella notte di sangue e barbarie nella sua mente. Cresciuta, ha da subito affiancato il nonno, Alcide Cervi e le vedove dei sette fratelli per intraprendere un lungo percorso di testimonianza e narrazione che ha sempre visto la cascina del reggiano come luogo di memoria centrale nella religione civile dell'antifascismo. Tutto questo mentre intrecciava alla sua attività testimoniale l'impegno politico e per la propria comunità a tutti i livelli.
Instancabile attivista e animatrice della vita pubblica attorno al Museo Cervi, negli anni Maria è diventata nei fatti la portavoce di una famiglia straordinaria ed emblematica della Resistenza italiana. Ha portato la voce di questa piccola grande storia locale in ogni contrada e in ogni angolo in cui erano riecheggiati i nomi e i volti di Papà Cervi e dei suoi sette figli. E' stata indubitabilmente la principale artefice della crescita dell'Istituto Cervi come istituzione culturale a livello nazionale, e della rinascita del Museo Cervi come accreditato luogo di memoria per tutto il Paese. Ambasciatrice di una memoria che aveva da tempo lasciato indietro la retorica e la pura commemorazione per incontrare i giovani, i gli studenti, le comunità, ben piantata nel presente e consapevole del proprio ruolo, Maria Cervi ha costruito pazientemente insieme ai tanti amici, alle associazioni e alle istituzioni, una fitta rete di rapporti umani prima ancora che formali, al servizio dell'identità antifascista della nazione.
Benchè fosse da anni ormai un personaggio pubblico, Maria continuava il proprio servizio di volontaria a Casa Cervi, accogliendo gruppi e scolaresche non appena ne aveva la possibilità. Proprio ieri, poche ora prima di morire, era al Museo insieme ad un gruppo di visitatori, a portare la sua testimonianza nelle sale di quel luogo di memoria che ha contribuito in maniera decisiva a plasmare.
Se ne andata regalando al suo pubblico, all'Istituto e alla Casa dei suoi genitori l'ultimo saluto e l'ultimo racconto, facendo quello che ha amato fare la per tutta la sua operosa vita: raccontare la Resistenza e i suoi valori attraverso lo specchio della sua famiglia di contadini patrioti.
Maria Cervi era nata nel 1934 a Campegine, prima dei nipoti di Papà Cervi. Lascia il marito Giovanni, le figlie Anna e Silvia.

29/05/2007

Fermati a pensare prima di dire o di fare

Un piccolo libro scritto da mio padre

 che narra le vicende degli eccidi di Porotto (FE)

 da parte dei fascisti e dei nazisti.

fermatiapensareword.doc

fermatiapensarepdf.pdf

 

27/05/2007

Falce e Vinello DEMO

 

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podcast
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queste sono alcune demo del concerto live dei Falce e Vinello svoltosi a Poggio Renatico(FE) il 1° maggio 2007